L’ipotesi di aprire sei nuove cave nel bresciano di estrazione di ghiaia per la massicciata del Tav ci sembra profondamente sbagliata, sia per ragioni economiche che per le evidenti ripercussioni ambientali.

Per questo io e il collega On. Galperti  abbiamo presentato un’ interrogazione  al Ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi per chiedere un immediato passo indietro su un’ipotesi del tutto insensata per il nostro territorio.

La sola ipotesi di aprire sei nuovi crateri per l’estrazione di oltre 10,5 milioni di metri cubi di sabbia e ghiaia, in territorio già segnato dalla presenza di numerose cave, è del tutto priva di buon senso.

In primo luogo, come fanno notare non solo i Sindaci dei comuni interessati, ma gli stessi esponenti dell’Associazione Industriale Bresciana, nel territorio limitrofo ai cantieri del Tav sono già presenti bacini estrattivi inseriti nel piano cave, che oggi, complice la tragica crisi del settore, sono di molto sottoutilizzati e che invece potrebbero rappresentare una risorsa immediatamente utilizzabile.

Senza contare, come sempre evidenziato dagli industriali bresciani,  la possibilità di utilizzare la grande quantità di inerti certificati dalle scorie di fusione, disponibile dall’industria bresciana, a bassissimo costo e perfettamente idonea allo scopo.

Non si capisce perciò il senso di sprecare risorse economiche per aprire nuove inutili ferite nel territorio che come è noto, oltre ad aprire il fronte all’ ipotesi della trasformazione in nuove discariche, rappresenta una criticità  dal punto di vista ambientale, sia per il rischio di contaminazione delle falde acquifere, sia per la sicurezza idrogeologica del territorio.

Un tema, questo, che anche alla luce dei tragici fatti di queste ore dovrebbe essere una priorità delle azioni di chi governa e invece, alla prova dei fatti viene costantemente messo in secondo piano.

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NOSTRA INTERROGAZIONE SU TAV : ERRORE APRIRE NUOVE CAVE ultima modifica: 2014-10-15T17:02:24+00:00 da Miriam Cominelli